Domini internet: ecco alcune informazioni generali

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  1. Che cos’è un dominio internet?
  2. Come funziona un nome di dominio?
  3. Come configurare un sito
  4. Quanto costa registrare un dominio?

1) Che cos’è un dominio internet?

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Un server internet, anzitutto, è un computer fisico ad altissime prestazioni collegato alla rete 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Esso rappresenta, semplificando leggermente la questione, uno dei tantissimi “nodi” della rete sui quali è possibile alloggiare i dati dei siti (pagine web, video, database, fogli di stile CSS, Javascript e via dicendo). Il visitatore che desidera vedere il vostro portale dovrà, nella pratica (e in modo del tutto trasparente, mediante il browser), raggiungere tramite connessione ad internet il nodo sopra descritto: nella pratica è quello che accade con il nostro client (ad es. Internet Explorer, Mozilla Firefox, Opera, Chrome o altri simili) quando digitiamo un indirizzo.

In quest’ottica un dominio non è altro che una specie di “alias” o “scorciatoia” per pervenire alla pagina web desiderata, che – se non disponessimo di questa tecnologia, nota tecnicamente come DNS o Domain Name System – saremmo costretti a digitare come numeri, piuttosto difficili da ricordare caso per caso. Nell’ambito web andiamo preventivamente a distinguere:

  1. URI (indirizzo fisico completo di una risorsa, file ecc.);
  2. IP (xxx): l’indirizzo numerico in formato 123.456.789.123 a cui possono rispondere uno o più domini;
  3. nome a dominio: la stringa associata al nome del sito.

Ad esempio per visualizzare il sito keliweb.it potremmo utilizzare in alternativa 151.9.135.200 all’interno della barra del nostro browser, ma questo tipo di approccio presenta due tipi di problemi:

1) l’indirizzo numerico è difficile da ricordare;
2) molti nodi(server) alloggiano spesso più di un sito sfruttando il meccanismo della virtualizzazione: in questo modo il numero di siti sarebbe limitato dal massimo numero di IP utilizzabili, mentre in realtà si sfrutta un meccanismo detto “virtualizzazione” che permette, mediante DNS, di allocare più siti sulla stessa macchina (il che è anche il principio dell’hosting condiviso).

Se quindi potrebbe valere un’analogia tra i gli indirizzi numerici (o IP) ed i numeri di telefono della nostra rubrica (ad ognuno corrisponde univocamente un contatto), tale confronto smette di essere valido nel momento in cui ad ogni “telefono” può corrispondere più di un utenza/sito (tale tecnologia è alla base, di fatto, degli hosting shared o condivisi). In definitiva un dominio internet associa ad un indirizzo mnemonico (come il nostro registrazione-dominio.eu) sia un indirizzo numerico che una locazione univoca all’interno di esso, risolvendo chiaramente questa ambiguità e presentandosi così come tecnologia alla base del funzionamento di qualunque sito web.

2) Come funziona un nome di dominio?

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La risoluzione dei nomi a dominio (o DNS) risponde esattamente a questa domanda: si tratta di un sistema distribuito realizzato al fine di “tradurre” i nomi dei nodi della rete (in inglese host) in indirizzi IP, e viceversa. Il servizio si realizza tramite un database distribuito, costituito dai server DNS che vengono periodicamente aggiornati sulla base delle richieste, delle deadline dei domini e delle configurazioni che sono associate ad essi. La risoluzione avviene tacitamente all’inverso, nel senso che si parte solitamente dall’estensione (.it, .com, .net e via dicendo, cosiddetto primo livello) e si procede poi all’identificazione del nome vero e proprio (ad esempio google, secondo livello); in certi casi possono esistere estensioni di terzo livello (dette comunemente sottodomini) che permettono di identificare, ad esempio, più sezioni del sito o, ancora più spesso, servizi distinti: ad esempio Google offre drive.google.com per i documenti, mail.google.com per la posta, plus.google.com per il social network e via dicendo.

3) Come configurare un sito

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In linea di massima la configurazione di un sito – o dominio di secondo livello – può avvenire mediante due tipi di configurazione alternativi:

1. configurando un name server (NS);
2. configurando una DNS Zone (si veda qui per ulteriori spiegazioni).

Ovviamente per registrare un sito internet dovremmo prima acquisire il nome, in modo da poterne manipolare i record a nostro piacimento, e poi dovremo disporre di uno spazio web in cui alloggiare le pagine del nostro sito. Gli hosting gratuiti come Altervista (ed i servizi di blogging come WordPress, Tumblr o Blogger) offrono questo servizio senza pagare nulla che non sia, ovviamente, il dominio di secondo livello di interesse. Se invece si desidera un sito personalizzato diventa necessario, solitamente, rivolgersi ad un professionista che sappia realizzarlo oppure imparare i fondamenti di HTML, potendo però – in quest’ultima ipotesi – disporre esclusivamente di un sito statico (ovvero che non cambia nel tempo). I siti dinamici si possono invece realizzare installando sugli spazi web CMS quali Joomla!, WordPress e Drupal, ma è necessario fare molta attenzione a proteggere questi sistemi adeguatamente, limitare i possibili abusi, utilizzare password difficili da indovinare, monitorare il consumo di risorse (RAM e CPU), ottimizzare il database e via dicendo.

4) Quanto costa registrare un dominio?

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Il costo del dominio è periodico (si rinnova anno per anno) e varia sulla base dell’estensione scelta: il prezzo può cambiare di molto in relazione al tipo di hosting che si desidera associarvi, ed alle sue caratteristiche tecnologiche. Ad esempio un dominio .it da solo è registrabile con circa 10 euro/anno, se poi decidiamo di abbinarvi un hosting dedicato complessivamente avremo: il prezzo del dominio + 39 euro al mese per l’hosting (qui trovate la nostra offerta su Keliweb a riguardo).

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